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CHI È DANTE NOTAR

Coach specializzato in neuroplasticità, mente-corpo e consapevolezza emotiva

Alchimista trasformativo / Pianista storyteller

Dante Notar è un coach che integra neuroplasticità, consapevolezza emotiva e relazione mente-corpo nel proprio lavoro.

Attraverso il progetto OltreMente, accompagna le persone in un percorso somatico di osservazione e trasformazione del rapporto con pensieri, emozioni e sensazioni corporee.

Approccio

Non credo che il benessere consista nel cercare continuamente di eliminare ciò che ci fa stare male.

Ansia, paura, dolore, tristezza, rabbia e tutte quelle emozioni che la società ci ha insegnato a considerare "negative" diventano spesso qualcosa da combattere, controllare o far sparire.

Il mio approccio parte da una direzione diversa:

Accogliere invece di togliere.
Integrare invece di evitare.
Amare invece di combattere.

Non insegno a una persona come liberarsi immediatamente da una sensazione.

La accompagno a sviluppare un rapporto nuovo con quella sensazione.

Imparare a sentire l'ansia invece di avere paura dell'ansia.
Abbracciare il dolore invece di considerarlo necessariamente un nemico.
Rimanere nel discomfort invece di trasformare tutta la propria vita nella ricerca del comfort.

Perché spesso il cambiamento non nasce dal tentativo di eliminare ciò che stiamo vivendo,

ma dal modo completamente diverso in cui impariamo a viverlo.

Non si tratta di combattere le tenebre per raggiungere la luce.
Si tratta di imparare a vedere la luce anche dentro le tenebre.

Dalla Mente al Corpo

Il mio lavoro non parte dalla necessità di trovare una spiegazione per ogni pensiero, emozione o sensazione.

Non lavoro per ricostruire continuamente la storia di una persona alla ricerca di un'origine da comprendere.

Lavoro soprattutto sul presente e sulla re-azione.

Per me è fondamentale distinguere tra ciò che accade e il modo in cui impariamo inconsciamente a reagire a ciò che accade.

Il punto non è necessariamente capire perché quella cosa esiste,

ma osservare cosa alimenta il meccanismo nel momento presente.

Per questo porto la persona fuori dall'ingarbugliamento continuo nei pensieri e dentro l'esperienza diretta:

il corpo, le sensazioni, il respiro, l'attenzione e il momento presente.

Non riprogrammo il subconscio.
Cambio la re-azione nel presente.
Il subconscio cambia da sé.

Il Lavoro su di Se

Una parte fondamentale del percorso è comprendere che il cambiamento non viene imposto dall'esterno.

Io non sono il maestro che possiede una verità che la persona deve imparare.

Il mio ruolo è accompagnare, osservare, fare domande, creare consapevolezza e soprattutto fare luce su qualcosa che è già presente nella persona.

Una delle frasi che rappresenta maggiormente il mio approccio è:

"Io faccio solo luce a una parte che è già dentro di te."

Il lavoro più importante rimane sempre quello che la persona compie su di sé.

Neuroplasticità, pensieri, emozioni e corpo

Il mio approccio integra diversi elementi:

Neuroplasticità

Osservazione dei pensieri

Consapevolezza emotiva

Sensazioni corporee

Relazione mente-corpo

Attenzione e presenza

Re-azione e meccanismi automatici

Accettazione e integrazione

Alchimia trasformativa

Lavoro su di sé

L'obiettivo non è creare una nuova versione artificiale di sé stessi.

È imparare a riconoscere i meccanismi che ci tengono intrappolati e sviluppare la libertà di rispondere in modo diverso.

La mia esperienza prima della mia formazione

Quello che porto nel mio lavoro non nasce soltanto dalla formazione.

Una parte fondamentale del mio approccio nasce dalla mia esperienza personale.

Prima di accompagnare altre persone, ho attraversato in prima persona un lungo percorso di trasformazione, confrontandomi con dolore persistente, paura, pensieri ossessivi e con il modo in cui mente e corpo possono influenzarsi reciprocamente.

Quell'esperienza mi ha portato a comprendere una cosa essenziale:

la conoscenza può indicare una direzione, ma l'esperienza è ciò che permette di comprenderla davvero.

La mia formazione professionale si è poi sviluppata attraverso percorsi di coaching e neuroplasticità, tra Italia e Inghilterra, tra cui la formazione come Coach Counselor Strategico presso il Nardone Group e percorsi di formazione in coaching e neuroplasticità.

Per me, tuttavia, la formazione rappresenta una parte del percorso.

Il resto nasce dal lavoro quotidiano su di sé.

L'80% del lavoro, per me, rimane l'esperienza.

[ Scopri la mia storia ]

Alcune idee che guidano il mio lavoro

"Credere per Vedere"

Abbiamo imparato dalla società che bisogna vedere per credere.

Il mio approccio è l'opposto.

Se vuoi uscire da un problema, hai bisogno di iniziare a credere davvero di poterlo fare.

È quel credo che, passo dopo passo, ti permette di vedere possibilità che prima non riuscivi nemmeno a riconoscere.

Ho smesso quindi di vedere per credere.

Grazie alla mia esperienza, ho imparato a credere per vedere.

"L'immaginazione è reale tanto quanto la realtà"

Ciò che immaginiamo può produrre un'esperienza reale nel corpo e nella mente, anche quando ciò che immaginiamo non sta accadendo nel mondo esterno.

"Non esiste maestro all'infuori di te"

Nessuno può vivere la tua esperienza al posto tuo.

Il percorso può essere accompagnato, ma la conoscenza più profonda nasce dall'esperienza diretta.

"Ri-nasci prima di Ri-vivere"

A volte non abbiamo bisogno di costruire una nuova vita.

Abbiamo bisogno di cambiare il modo in cui stiamo vivendo quella che abbiamo già.

"L' unica cosa che accomuna uno scienziato da uno spirituale è che entrambi credono di aver ragione"

È un invito a osservare anche le proprie certezze.

La ricerca della verità può diventare un'altra forma di attaccamento

quando smettiamo di mettere in discussione ciò che crediamo di sapere.

"Non esiste verità se non quella che credi come verità"

Le convinzioni attraverso cui interpretiamo la realtà contribuiscono a costruire la nostra esperienza di quella realtà.

"Il tuo credo determina le sorti del tuo destino"

Ciò in cui crediamo può influenzare le nostre scelte, le nostre reazioni e il modo in cui interpretiamo ciò che ci accade.

OltreMente

OltreMente nasce da questa visione.

Non significa eliminare la mente.

Significa imparare a non essere completamente identificati con ciò che la mente produce.

Pensieri, emozioni e sensazioni possono essere osservati senza dover diventare automaticamente qualcosa da controllare, evitare o risolvere.

OltreMente non significa contro la mente.
Significa oltre l'identificazione con essa.

La musica: un'altra via per andare oltre

La musica rappresenta l'altra grande espressione di Dante Notar.

Come Pianista storyteller e Alchimista trasformativo, Dante crea esperienze musicali in cui il pianoforte diventa uno strumento per raccontare emozioni, trasformazioni e stati interiori.

La sua musica unisce elementi di classica, contemporanea, ambient, colonne sonore, atmosfere elettroniche e influenze orientali, dando vita a un universo sonoro personale.

I suoi concerti non sono semplicemente una successione di brani.

Sono esperienze narrative.

Ogni concerto racconta una storia diversa, mantenuta segreta e vissuta solo da chi fa parte dell' evento.

Anche la musica cambia ogni volta, perché ogni concerto ha la propria storia, i propri brani e il proprio percorso emotivo.

Ogni brano rappresenta un incontro, un passaggio o un'emozione che il protagonista (lo spettatore)

attraversa lungo il percorso.

La musica diventa così uno spazio in cui emozioni diverse possono essere vissute senza dover essere immediatamente classificate come positive o negative.

Non bisogna eliminare un'emozione.

Bisogna attraversarla.

Un viaggio tra inferno e paradiso, bene e il male, l' odio e l' amore, verso l'UNO.

[ scopri il prossimo concerto in europa ]

La musica come linguaggio universale

Nei suoi concerti Dante utilizza anche vocalità etniche ed evocative, come richiamo alle radici, all'infanzia e a quella dimensione dell'esperienza che esiste prima delle parole e delle categorie della mente.

Spesso Dante nomina questo momento come : "the sound before the mind" "il suono prima della mente".

Il suo intento è creare uno spazio di connessione che vada oltre i ruoli, le etichette e le identità dell'ego.

Un ritorno a qualcosa di più essenziale.

Ritornare all'Uno.

E se esiste un linguaggio capace di avvicinare persone diverse senza bisogno di traduzione, è quello della musica.

Dante utilizza digital piano, grand piano e loop station, combinando suono acustico ed elaborazione elettronica per costruire paesaggi musicali in cui mente ed emozione possono incontrarsi.

La musica diventa così un'altra forma di OltreMente:

un modo per andare oltre le parole, oltre le categorie e oltre ciò che la mente cerca continuamente di definire.

Due espressioni, una stessa madre

Da una parte il coaching.

Dall'altra la musica.

Due linguaggi apparentemente diversi, ma guidati dalla stessa madre:

andare oltre ciò che crediamo di essere per incontrare ciò che siamo.

OltreMente e la musica di Dante Notar sono due porte diverse verso la stessa direzione:

consapevolezza, trasformazione e libertà di vivere pienamente ciò che siamo.

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